La pesca a strascico è il tipo di pesca più distruttivo e praticato nel Mediterraneo. Gli organismi presenti sui fondi mobili sono fortemente minacciati da questa attività. Eppure questi ambienti non sono distese desolate di sabbia ma degli ecosistemi complessi, popolati da organismi fondamentali per la conservazione degli stock ittici.

Nel Parco nazionale Arcipelago Toscano, l’isola di Giannutri, è perfetta per osservare degli ambienti marini intatti. Il divieto di pesca fino a tre miglia dalla costa e la peculiarità dei suoi fondali, permettono ai subacquei di esplorare facilmente i fondi mobili della zona mesofotica; ovvero nella fascia batimetrica tra i 60 e i 120 metri.

Miscele ternarie, scooter e rebreather sono strumenti perfetti per osservare con la minima invasività ambienti profondi ancora estremamente integri. Queste aree protette ci suggeriscono come la protezione, se adeguatamente gestita, possa effettivamente mantenere intatti ambienti che ospitano organismi secolari o millenari ed avere a disposizione dei laboratori naturali dove studiare come dovrebbero essere gli ambienti se non fossero stati danneggiati dall’attività dell’uomo.

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