La carboniera Milazzo, ordinata, ai primi del novecento, dalla compagnia di Navigazione Generale Italiana di Genova ai cantieri FIAT- San Giorgio del Muggiano, venne impostata sullo scalo il 2 giugno del 1914.

Il mercantile, all’epoca una delle navi da carico più grandi al mondo, fu varato il 14.05.1916 e completò l’allestimento nel giugno del 1916.

L’articolo apparso sull’edizione del New York Times del 2.07.1916

Nel corso del suo primo viaggio, mentre navigava in zavorra verso le coste dell’America settentrionale, forse per un eccesso di vibrazioni dovute proprio all’assenza di carico, perse una pala dell’elica (1).

Il 24.09.1916 salpò da New York – con un carico misto composto da acciaio, seta e zucchero – per rientrare in Italia.

Durante l’attraversata un grave incendio interessò tre stive del mercantile costringendolo a fare scalo alle isole Azzorre.

Stando a quanto dichiarato al New York Times dall’agente marittimo raccomandatario William Hartfield il sinistro sarebbe stato dovuto ad un vero e proprio atto di sabotaggio e segnatamente ad una bomba incendiaria nascosta tra le partite di zucchero.

Il giornalista che intervistò Hartfield tuttavia ricorda, forse un po’ sibillinamente, come il Milazzo, prima di lasciare il porto della cittadina statunitense, si sia fermato nella baia di Gravesend per imbarcare circa 100 tonnellate di esplosivo per il governo italiano (2).

Il 12.06.1917, a solo un anno di distanza dalla sua entrata in servizio, la nave venne quindi requisita per esigenze belliche.

In servizio, dal 19.08.1917, per la Transoceanica Società Italiana di Navigazione di Napoli verrà affondata, il 29.08.1917, al largo di Malta dal sommergibile austroungarico U 14 (ex francese Curie) al comando di Georg Ritter von Trapp che, per ironia della sorte, terminata la guerra diverrà cittadino italiano.

Nell’opera di Hans Sokol, La Guerra Marittima dell’Austria-Ungheria, l’episodio viene così rievocato (3):

Nelle prime ore del mattino del 29 agosto il sommergibile incontra un piroscafo che si comporta come una nave civetta. Il tenente di vascello cav. Giorgio Von Trapp, riferisce in merito: “convoglio in vista; muovo all’attacco in superficie. Mi immergo stando in posizione prodiera rispetto al convoglio. Esso si compone di tre piroscafi e due caccia sommergibili, tipo Foxglove, che incrociano a

Georg Johannes Ritter von Trapp (Crediti immagine www.alchetron.com)

proravia e sui lati del convoglio. Attacco da prora il maggiore dei piroscafi e lancio a poppavia del traverso. Il siluro colpisce a poppa. Il piroscafo si ferma e svapora. Dopo 10 minuti una forte esplosione (bomba?). Poiché i caccia sommergibili non abbandonano i piroscafi mi allontano in direzione sud. Il Foxglove si allontana verso levante e lo perdo ben presto di vista. Emergo.

Il piroscafo conserva inalterata la sua immersione; cinque imbarcazioni vuote vanno alla deriva nelle sue vicinanze. Cannoneggio il piroscafo avvicinandomi lentamente adesso. Dopo 15 colpi mi convinco che esso è stato realmente abbandonato, cesso quindi il fuoco e mi avvicina ulteriormente. A 2500 m di distanza il piroscafo apre il fuoco contro il sommergibile col pezzo poppiero. Poiché il terzo colpo cade a soli 5 m dal sommergibile, mi immergo rapidamente. Ricompare il Foxglove. Decido di attaccare il piroscafo stando in immersione e lancio a distanza di 400 m. Il siluro parte in direzione esatta e inizia il percorso velocità normale. A mezza corsa rallenta e mette la testa fuori acqua, per fermarsi poi poco prima di raggiungere il bersaglio dopo un’accostata ad angolo retto. Lancio un altro siluro. Colpisco. Il piroscafo si spezza in due parti e affonda. Il piroscafo era completamente carico, lungo circa 180 m; era di circa 12.000 t lorde di registro, a un fumaiolo; con 10 alberi di carico per lato, con in mezzo parecchi alberetti di sostegno. Nell’allontanarmi dopo il lancio udito un rumore di cosa strisciante da prora verso poppa. Il caccia sommergibili aveva probabilmente disteso delle reti in prossimità del piroscafo”.

Durante l’attacco si distinse particolarmente il palermitano Tarantino Natale, Primo Ufficiale del Milazzo, che venne decorato con una MBVM di cui si riporta la motivazione:

Primo Ufficiale del piroscafo Milazzo attaccato da un sommergibile nemico diede bella proba di sereno coraggio e sprezzo dell pericolo rimanendo al suo posto di combattimento benché ferito. Si allontanavo solo quando la sua nave stava per affondare. (Malta- Porto Said 29 agosto 1917 – D.L. 24 marzo 1918)

Alcune fotografie, rese disponibili in alta risoluzione dalla Library of Congress, permettono oggi di apprezzare il complesso sistema realizzato per il carico e lo scarico delle merci che consentiva alla nave di operare non solo in porti privi di adeguate strutture logistiche di supporto ma anche in mare aperto, in tale ultimo caso però solamente con condizioni meteomarine particolarmente favorevoli (4).

Gli scatti appaiono di grande interesse da un punto di vista storico soprattutto se si considera la brevissima vita di questo mercantile. La nave venne fotografata a New York, quasi certamente nell’estate del 1916, al termine del suo viaggio inaugurale.

Caratteristiche Generali della Nave

Tipologia/Type: Nave da carico
Stazza/Tonnage: 11,477 long tons (11,661 t)
Dislocamento/Displacement: 20,400 long tons (20,700 t)
Lunghezza/Length: 157,7 m (517 ft 5 in) (pp)
Larghezza/Beam: 20,1 m (65 ft 11 in)
Pescaggio/Draft: 6,2 m (20 ft 4 in)
Propulsione/Propulsion: 1 caldaia a quadrupla espansione (4,000 hp/3,000 kW); 1 elica
Velocità/Speed: 11 nodi


Note

1. Così riferì al New York Times, il 2.07.1916, il comandante della nave Simone Guli.
2. V. articolo New York Times, del 5.10.1916.
3. V. Hans Sokol, La Guerra Marittima dell’Austria-Ungheria, Ed. LEG, Gorizia 2007, Vol. IV, pagg. 82 e 83.
4. V. Popular Science Monthly, Volume 89 (luglio – dicembre 1916), 1916, New York, pagg. 392 – 393. Le due pagine citate possono visualizzarsi nella galleria immagini caricata in calce all’articolo.

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