Titolo: Cannoniere sul Garda
Autore: Marco Faraoni
Casa editrice: Stampato in proprio
Anno di edizione: 2009
Pagine: 254 con illustrazioni in b/n
Prezzo di copertina: € 17

 

A margine di opere non sempre meritevoli di attenzione l’editoria di settore, riserva, per nostra fortuna, anche piacevoli sorprese. E’ questo il caso del volume “Cannoniere sul Garda” pubblicato in proprio, nel 2009, dall’Avv. Marco Faraoni il quale pur confessando, nella breve introduzione al testo, di non essere uno storico di professione, dimostra, con questo scritto, di averne saputo acquisire appieno il modus operandi.

L’Autore affronta un argomento poco noto al grande pubblico, che si potrebbe sinteticamente riassumere nella nascita e nello sviluppo – nel periodo compreso tra la Seconda Guerra d’Indipendenza e la fine dell’ottocento – di quella che è passata alla storia come la Regia Flottiglia Interna del Lago di Garda chiamata a confrontarsi, sulle acque del Benaco, con la Österreichische Kriegsmarine (dal 1867 Kaiserlich und Königlich).

Il libro, che attinge da fonti nazionali e straniere, colpisce positivamente sin dalle prime pagine per la serenità di giudizio che contraddistingue Faraoni, che appare lontano da qualsiasi tentazione di stampo retorico. La presenza di dati inediti unitamente ad un valido apparato iconografico impreziosiscono un volume che non manca di rappresentare anche il punto di vista di quello che fu, per casa Savoia, uno dei più temibili e tenaci avversari.

Nel testo, sempre scorrevole, vengono approfonditi numerosi episodi della nostra storia patria che solo ad un lettore distratto potrebbero apparire marginali (si pensi al notevole sforzo logistico richiesto, nel 1859, dal trasporto di cinque cannoniere francesi da Genova al Garda) ma che invece consentono di misurare le non trascurabili difficoltà di natura economica, organizzativa, infrastrutturale incontrate dal nascente Regno d’Italia nel corso dei suoi primi anni di vita.

Eloquenti appaiono, sotto questo profilo, le parole di Garibaldi, riportate nel testo dall’Autore, il quale chiese (e ottenne) nel corso della Terza Guerra d’Indipendenza, il comando della “flottiglia di Salò” che, per ragioni legate alle note ristrettezze di bilancio in cui versava la nostra marina, si presentava in un “tale misero stato” da risultare, nel corso delle operazioni belliche, più che d’ausilio fonte “di imbarazzo e […] di fastidi”.

Qualche piccola menda presente nel testo non inficia il valore di un’opera che risulta nel suo complesso molto valida e certamente degna di considerazione.

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